Gentil.mo Direttore,
le inoltro la risposta piuttosto articolata di un amministratore del sito www.animaguzzista.com, nonché caro amico, Goffredo; risposta che trovo sia quanto di più corretto e preciso si possa dire in riferimento alle affermazioni da voi pubblicate nell’articolo che titolava “Moto Guzzi, così l’Aquila volerà ancora” raggiungibile a questo
link.
Io non solo condivido pienamente i pensieri espressi dall’amico Goffredo ma voglio farli miei e spero che la sua redazione, una delle poche che si è seriamente (davvero complimenti per questo) interessata al problema Moto Guzzi possa continuare a seguirla nei modi opportuni, non tanto per dare sfogo alle lamentele di frustrati guzzisti ormai stanchi delle solite promesse, ma per contribuire in ogni modo possibile a tutelare quello che è un marchio che ancora oggi, nonostante le scellerate scelte fatte dalle molte dirigenze che si sono succedute negli anni, è uno dei marchi più rispettati e ricchi di fascino esistenti.
Di seguito la risposta, in corsivo arancio il testo dell’articolo del Direttore Relazioni Esterne e Affari Istituzionali Piaggio.
Egregio Dalzio, i miei commenti al volo:
abbiamo letto con stupore l’articolo dal titolo «Hanno spezzato le ali al mito dell’Aquila», pubblicato ieri da Il Giornale, che rappresenta in modo lontano dalla realtà la situazione attuale e le prospettive di Moto Guzzi e dello stabilimento di Mandello del Lario.
Lontano dalla realtà? Ovvero falso? INDICARE DOVE, grazie. L’articolo è uno dei più vicini alla realtà letti in questi mesi a mio avviso.
In verità, il rilancio di Moto Guzzi è la grande sfida che il Gruppo Piaggio ha assunto nei prossimi anni.
ha assunto nei prossimi anni? A parte l’italiano incerto, in verità, il rilancio di Moto Guzzi per ora lo avete assunto a giorni alterni.
È una sfida complessa, perché si inserisce in un mercato delle moto che registrerà nel 2009 un crollo superiore al 20% in Italia e in Europa, dopo il calo del 10% subito nel 2008, e che non lascia intravedere una ripresa neanche per il 2010.
La informo che non tutte le aziende di moto sono crollate del 10% nel 2008. La Guzzi, come dire?, un pelino di più…
Allo stesso modo non tutte subiranno lo stesso calo nel 2010.
Ma è soprattutto una sfida avvincente e coraggiosa che per Guzzi sarebbe stato impossibile immaginare, se non avesse potuto contare sulle solide spalle del Gruppo Piaggio, primo produttore europeo delle due ruote che – va ricordato – acquisì Moto Guzzi a fine 2004 quando la produzione di Mandello non arrivava alle 4mila unità l’anno, in un contesto di mercato completamente diverso.
È vero. C’era la Breva, la Griso, la MGS-01 sulle copertine! Una gamma nuova pronta per riconquistare consensi.
Poi, visto che accenna alla produzione, che accadde?
Si arrivò a 10000 moto prodotte, giusto? In che condizioni di mercato si spinse la produzione a tali livelli? E con che politiche di vendita alla rete? Ricordiamolo.
Accantonando una logica di esclusiva convenienza finanziaria, che avrebbe consigliato scelte di ben altro tipo,
Ad esempio? Ma che parliamo per mezze frasi???
il Gruppo Piaggio ha presentato nei giorni scorsi a sindacati e istituzioni locali un piano strategico per il rilancio di Moto Guzzi, che parte dall’assunto fondamentale di mantenere la produzione a Mandello del Lario.
Ah sì? Oh bella, perché a noi è stato raccontato in maniera diversa dalle parti in causa. Mettetevi d’accordo, eh, perché le parole sono importanti.
Intanto mi segno queste sue: “assunto fondamentale di mantenere la produzione a Mandello del Lario”. Molto bene!
È un piano ricco di investimenti ma anche di «passione» per l’Aquila di Mandello, che porrà le basi perché le sue ali siano nei prossimi anni più robuste e capaci di volare più in alto.
Il piano prevede forti investimenti nell’innovazione di prodotto.
E ci mancherebbe altro. Lo fanno tutte le case del mondo! Di nuovo: bravi! Era ora! Fino ad ora, sapesse che mal di pancia quelle prese in giro tipo ‘12,5 milioni spalmati in cinque anni’.
Il lavoro del Centro tecnico moto di Noale si concentrerà – in sinergia con il presidio tecnico di Mandello del Lario – nella progettazione di nuovi motori per Guzzi, che alimenteranno una gamma di prodotti che sarà lanciata sul mercato negli anni 2011-2012 nei segmenti tourer e stradali.
Molto bene. Oddio, dopo cinque anni (CINQUE!) dall’acquisizione spero che queste sinergie siano già in atto. Altrimenti faccio fatica a crederle. Un motore nemmeno a Noale, lo si fa in due anni.
Nel frattempo, il piano prevede investimenti per 5 milioni di euro nel 2010 per il miglioramento della qualità dei prodotti e operazioni di marketing.
Ottimo. Magari unite le cose: fate marketing intorno ai vostri modelli di punta. Es: la Griso.
tra cui l’iniziativa «Aquila Nera» che acquisterà visibilità in occasione di Eicma 2009.
E io che pensavo che fosse uno scherzo. No comment.
Tra i punti-chiave del rilancio di Moto Guzzi rientra anche la profonda riorganizzazione della rete commerciale in Italia ed in Europa.
Era ora! Da cinque anni segnaliamo anomalie clamorose nella gestione della rete senza risposte.
L’obiettivo è di esaltare le caratteristiche distintive del brand Guzzi rispetto agli altri marchi del Gruppo, con un forte impegno economico per la formazione dei venditori e per azioni di marketing a supporto dei concessionari. In parallelo metteremo in campo strategie di comunicazione innovative per rilanciare l’antico fascino di Guzzi e allargare il target della marca verso un mondo più giovane.
Se vuole l’aiuto: fate una moto veloce. È incredibile quanto piacciano queste cose ai giovani. E smettetela di usare l’aggettivo ‘antico’. Si fidi, non funziona. Sui concessionari: alcuni hanno fatto per la Guzzi dei veri e propri miracoli, tirando avanti nei periodi di magra e supplendo alle mancanze della Guzzi con passione e capacità imprenditoriali rare.
Passate a ringraziarli, prima di iniziare a formarli. E magari ascoltate cosa hanno da dire.
Organizzeremo grandi raid in Italia e nel mondo che enfatizzino la vocazione all’avventura “on the road” di Guzzi e dei Guzzisti sul modello della fortunata impresa Mandello – Capo Nord del 2006, product placement in fiction e film di successo, iniziative di test ride nelle grandi città italiane ed europee. Queste attività, supportate dal lancio della community on line dei Guzzisti,
Prego? La informo che di community on line di Guzzisti ce ne sono già svariate. Oltre a quella che ospita questo forum – dai suo capi bannata già da tempo – ce ne sono svariate altre decine nel mondo che vantano un seguito impressionante. E ogni tanto qualcosina di buono la si fa anche noi, nel nostro piccolo. Ad esempio noi di Anima Guzzista abbiamo fatto un libro per Mondadori. 576 pagine. Un mattoncino argento con solo il logo Moto Guzzi in copertina. Non so se lo abbia mai visto. È stato bannato pure quello. Ad ogni modo, di nuovo: dopo cinque anni, accogliamo con gioia la notizia. Meglio tardi che mai.
il ponte ideale verso la celebrazione nel 2011 del novantesimo anniversario di Moto Guzzi.
Ecco, magari, un suggerimento: c’era fino a qualche anno fa, quella simpatica abitudine di incontrarsi a Mandello. Potrebbe essere carino ripristinarla.
MANDELLO. Sul lago di Como, a nord di Lecco. Non lo trova nella piantina dell’evento Where the Eagles fly, ma se cerca su un atlante lo trova.
Il piano di rilancio di Guzzi parte da un’idea di fondo: il legame dell’Aquila con il suo territorio non è un omaggio ai riti della politica e del sindacato. È un asset strategico di Moto Guzzi, un valore industriale, commerciale e d’immagine che il Gruppo Piaggio vuole rafforzare. Non con gli slogan, ma con la scelta di rimanere a Mandello, con gli investimenti pianificati in sviluppo, rete commerciale, marketing e comunicazione, con la decisione di non disperdere il patrimonio di professionalità e passione che anima i lavoratori dello stabilimento di Mandello. Mandello del Lario si porrà come un sito produttivo di eccellenza, nel quale gli uomini e le donne di Guzzi avranno l’orgoglio di lavorare per una produzione di qualità, caratterizzata da una forte identità del marchio.
Mi spiace proprio. Sinceramente, non mi piace prendere in giro la gente: non credo ad una parola di quello che scrive. E si che mi piacerebbe poterlo fare, porca miseria!!
Se non altro perché quanto scrive è esattamente quello che andiamo ripetendo da sempre. Parola per parola. Alle volte ho il sospetto che nonsostante il blocco qualcuno riesca ancora a leggerci…
Ma come le dicevo, non riesco proprio a crederle. Non perché dubiti della sua buona fede, e ci mancherebbe; è che vi reputo proprio incapaci di comprendere che cosa sia il marchio che avete in mano. La Piaggio che non vuole disperdere il patrimonio di professionalità e passione? Eh, si è visto come siete stati capaci di tenere i migliori. E per il futuro immagino già l’orgoglio di chi passerà dalla MGS-01 ad assemblare la Black Eagle!
Ma l’unica strada per realizzare questo obiettivo è essere coerenti con il mercato, adeguando gli organici ai volumi produttivi e a una domanda di moto radicalmente cambiata rispetto a qualche anno fa.
Verissimo ma veda, se le moto che il mercato domanda voi non le fate e fate invece moto che il mercato NON domanda… Insomma poi non stupitevi se poi VOI fate numeri diversi da altri.
Il rilancio di Moto Guzzi è possibile. Abbiamo risorse, capacità, coraggio per realizzarlo, ma vogliamo e possiamo farlo insieme ai sindacati e alle istituzioni locali, contando su un’informazione equilibrata e corretta. Perché l’Aquila torni a volare alta nei cieli del suo intramontabile mito.
Non è vero. Da anni rifiutate persino di farvi vedere su un forum pubblico, aperto a tutti. Da anni mettete in piedi operazioni incredibili di pubbliche relazioni, quasi ci provaste gusto a rendervi odiosi agli occhi di noi guzzisti. Non ci venite a parlare di coraggio. Dimostratelo piuttosto se ne siete capaci. Non ci vuole coraggio a intimidire, a fare la voce grossa a minacciare questo e quest’altro. Avete coraggio?
Venite sul forum, parlate con noi, ascoltate cosa hanno da dirvi i Guzzisti; dimostrate coraggio ripetendoci in faccia, magari all’Eicma, che non ci volete, che siamo i vecchi, che volete altro target.
Mettete la faccia sul piatto, come diceva il grande, compianto Carlo Talamo, quando parlava delle sue Harley e di come avrebbe garantito lui personalmente dell’assistenza post vendita.
Il resto è solo fumo negli occhi ed è – mi preme segnalarglielo – assolutamente controproducente nell’era di internet:
la sua risposta è il classico rattoppo che è peggio del buco e l’articolo del Giornale sembra ancora più vicino alla realtà.
Ad ogni modo, le auguro di cuore un buon lavoro.
G.
Firmato Giuliano Arcinotti