Riporto di seguito la discussione tra un paio di amici forumisti di Anima Guzzista che mi ha particolarmente colpito e che credo faccia un analisi bellissima del pensiero italiano medio rispetto all’Islam.

g222 ha scritto:

Beh forse a te no,pero’ certi episodi che stanno accadendo negli ultimi tempi danno molto fastidio come quel tipo che in abruzzo voleva far togliere tutti i crocifissi dalla scuola dove studiava il figlio perche’ loro sono musulmani.Secondo me quei simboli rappresentano una parte importante delle origini della nostra civilta’ e proprio per questo dovrebbero essere rimossi solo da noi italiani e non dal primo pincopallino musulmano che capita.Vai dalle sue parti e togli una statua di Maometto poi vedi cosa ti succede .Minimo ti tagliano le bolas.Ricordi cosa volevano allo scrittore Salman Rushdie qualche anno fa per aver scritto il libro "Versetti satanici"

Dogwalker ha scritto:

Ancora con questa storia del crocifsso? Mi togli una curiosita? Che gusto c’è a farsi inculare così dai media? Io trovo abbastanza normale che lo xenofobo medio selezioni, nella massa, le notizie che danno fiato alle sue paure. Ma almeno selezionare quelle buone, o, se una notizia è stata abbondantemente sputtanata, smettere di riportarla… Ripeterò ancora quello che, su questo stesso forum, è stato detto più volte, sperando che questa sia l’ultima. 1) "quel tipo che in abruzzo voleva far togliere tutti i crocifissi dalla scuola dove studiava il figlio" ha un nome, si chiama Adel Smith, e "dalle sue parti" è da qualche parte in Abruzzo, visto che è nato in italia ed è cittadino italiano come me e te. 2) Adel Smith è un coglione in cerca di pubblicità, che i media non mancano mai di dargli, il metodo usato per procurarsela è semplice, fare proposte e dichiarazioni provocatorie a nome dell’associazione "Musulmani d’Italia" in modo da far abboccare i gonzi in una guerra di religione. 3)L’associazione "musulmani d’Italia", di cui è presidente, è formata da lui, la moglie e il fratello. Vuoi sapere chi sono i veri musulmani in Italia? Sono quelli di quest’articolo del "Messaggero" di lunedì scorso (scusa se cito le proposte della più grossa associazione musulmana italiana invece di quelle dell’ultimo dei deficenti, se vuoi posso riportare qui le dichiarazioni sull’Islam di un Ministro della Repubblica Italiana, dopodichè potremo anche parlare di livelli di civiltà):

Il Messaggero ha scritto:

Tra le materie da inserire nel curriculum italiano, diritto, sociologia e teologia. Il progetto del professor Redouan «Imam, un master all’università» L’iniziativa della moschea della Capitale. "Roma Tre": proposta da esaminare di BEATRICE PICCHI ROMA – Un corso all’università per imparare a fare l’imam. E a farlo in Italia, conoscendo la nostra lingua, oltre all’arabo, e il nostro diritto, oltre quello islamico, perchè chi viene a vivere in Italia professando altre religioni, impari comunque a rispettare le nostre leggi. E’ un progetto al quale il Centro Islamico culturale presso la Moschea di Roma, che lo ha fortemente voluto, attribuisce molta importanza per combattere l’integralismo, gli eccessi di certi imam incolti e del "fai-da-te". «Stiamo esaminando i vari aspetti di questo progetto che poi proporremo all’università Roma Tre – spiega Abdullah Redouan, segretario generale della Moschea e consigliere di amministrazione – per vedere insieme i corsi, la durata, presso quale facoltà. Sulle materie da trattare abbiamo pensato a diritto italiano e islamico, lingua italiana, sociologia, teologia, diritti umani. Poi affronteremo il problema del finanziamento. L’idea sarebbe quella di poter organizzare corsi post-universitari, se poi non avremo abbastanza candidati con i requisiti necessari dovremo tenere corsi per aspiranti imam con diploma di maturità. Lo scopo, in ogni caso, è quello di istruire, formare imam culturalmente più preparati per far fronte alle richieste che ci vengono rivolte dalle moschee». Un corso per avere imam doc, preparati. Che poi, però, dovranno essere accettati, riconosciuti dai fedeli. Una delle caratteristiche della religione islamica, infatti, è l’assenza di mediatori tra i fedeli e Allah. Non esiste un’organizzazione clericale gerarchica: l’imam è colui che viene accettato e riconosciuto per la sua statura morale, la sua conoscenza dei testi del Corano, è adatto a guidare la preghiera, a tenere il sermone il venerdì in moschea. «L’imam – racconta il teologo della più grande moschea d’Europa, Redouan – è anche colui al quale i fedeli si rivolgono per la pratica del culto, i fedeli a volte poco preparati sulla materia chiedono, per esempio, se devono rispettare il ramadan anche se sono malate». Il rettore dell’Università Roma Tre, Guido Fabiani, non sa ancora nulla del progetto ma si dice incuriosito: «Lo studieremo con attenzione e interesse – dice – se sarà un master dovrà, comunque, rispondere a una serie di requisiti. Noi puntiamo a un’università che sia una finestra sul mondo, non è un caso se curiamo l’Osservatorio sul razzismo, teniamo master sulle religioni, sull’accoglienza, ora anche uno sulla storia della Shoah». E’ quindi importante che gli imam delle comunità islamiche in Italia conoscano anche il diritto italiano, la lingua e la cultura del paese che li ospita, il paese dove i loro figli nascono e vanno a scuola, «una conoscenza che troppi imam delle moschee non hanno», ripete da sempre Souad Sbai, direttrice del mensile "Al Maghrebiya" e presidente delle Donne marocchine in Italia che nei mesi scorsi ha lanciato un appello al ministro Pisanu «perché vadano via certi imam: quelli che trasfomano le moschee in centri di potere religioso e ideologico, che continuano a non parlare in italiano e nessuno li capisce neanche tanti connazionali che non sanno l’arabo classico. L’imam deve essere rispettoso della legge, espressione della maggioranza dei fedeli e non di ideologie estranee ai nostri valori».

Dogwalker ha scritto:

E stavolta non si può neanche dire che i media siano stati cattivi neh? L’articolo occupava mezza pagina di uno dei quotidiani italiani a maggior tiratura. Ma naturalmente tutti si ricordano del crocefisso del figlio di Adel. Per inciso. Ciò che il governo Iraniano farebbe ancora volentieri a Salman Rushdie se questo gli capitasse tra le mani, ovviamente, non centra una beata mazza con ciò di cui si sta discutendo qui. Ah, già! A me, come al 99,9% degli studenti italiani, di avere o non avere il crocifisso in classe (mi pare che, alle medie, ci fosse qualcosa del genere) non me ne poteva fregare di meno. Non lo consideravo proprio, e, come in ogni classe d’Italia, parolacce, bestemmie e discorsi sulla figa, lì davanti, si sprecavano. Mi pare di ricordare che, due o tre volte, sia pure finito per terra, oggetto, come da tradizione, di lanci casuali di proiettili di vario genere (alimentare più che altro). Se i cristiani praticanti sono soddisfatti così…

g222 ha scritto:

3)Ricordi il modo di vestire di Lilli Gruber durante i suoi reportage dai paesi musulmani(coperta da capo a piedi)ed invece come vestiva durante i TG in Italia(molto scollata)? Ecco io pretendo che chi va a casa altrui conosca e rispetti le regole e lo stile di vita del paese che lo ospita senza dare fastidio a chi ci abita da molto + tempo di lui

Dogwalker ha scritto:

Ecco appunto. Delle regole (leggi) ne abbiamo già parlato. Per quanto riguarda lo stile di vita, nelle moderne democrazie occidentali, laiche e figlie dell’illuminismo, è quello di non lasciarsi accecare dalle minchiate di origine religiosa ed irrazionale (il che non significa impedire, a chi voglia essere accecato, di riuscirci, ma solo evitare che, facendolo, possa dar fastidio agli altri). Purtroppo non è così in tutto il mondo, ma non vedo per quale motivo ci si debba uniformare al ribasso. Naturalmente, che qualcuno ancora oggi, in Italia, creda che l’avere più o meno diritti, o capacità di imporre a qualcuno le proprie "tradizioni" (neanche a dirlo, non legali. In effetti non hai ancora detto quali sarebbero queste "tradizioni" italiane minacciate dagli extracomunitari, a meno che non ti riferissi al crocefisso in classe naturalmente), dipenda dal tempo di permanenza su una certa zolla di terra piuttosto che su un altra, a me che ci abito "da molto tempo", da fastidio. Non fa parte delle mie.

La discussione originale la trovate qui se volete potete ovviamente partecipare registrandovi al forum.

You Should Also Check Out This Post:

More Active Posts: