Allora avevo promesso di
proseguirlo ieri l’altro e invece eccoci qui con due giorni di
ritardo vabbè dai tanto mi perdonate.
Dicevo che ero appena
arrivato due ore e mezzo di moto con una sosta di un minuto o due per
consultare il satellitare a Rapallo e per il resto sempre in sella su
e giù per i colli e monti liguri con una moto che è una
gioia e che ogni chilometro è una scoperta.
Subito mi si avvicina il
buon Alecafè che da tanto non salutavo, poco più in là
scorgo lo zio Piero GasGas, Marmo, Enrico e tutti gli altri con cui
condividerò i prossimi chilometri.
Faccio quindi la
conoscenza di Warsaw che giovanissimo porta con onore uno splendido
esemplare di V11 e che inizia subito a fare qualche foto
professionale ai mezzi, poi Claudio Guzzista genovese con uno
splendido Brevone Rosso (quanto è bella quella moto ragazzi….)
e basta.
All’appello manca
ancora Chiaucese che è in ritardo, meglio così non sono
l’ultimo per una volta.
Prima di partire facciamo
benza al distributore del passo che ci segnala la presenza
dell’autovelox lungo la strada nascosto in una macchina (bastardi!)
e proseguiamo per la nostra strada sino ad incontrare Roberto con il
suo CBR, un ragazzo di cui non ricordo il nome con un bel Ducati ST3
blu, gran bella moto davvero, e infine un quell’omone di SBK che
gli voglio tanto bene e non vorrei mai vederlo incacchiato.
Inizia il giro, iniziano
i 4 passi, che poi a essere sincero non so nemmeno io quali sono
questi famigerati 4 passi, il Bracco lo conosco (e vorrei anche
vedere), il Cento Croci anche mi manca lo Scoglina che in tanti mi
hanno decantato altre volte e il 4° passo che è quello che
porta Santo Stefano d’Aveto che non ricordo come si chiama ma poco
importa l’importante è farlo.
Si parte a velocità
codice con un ritmo normalissimo, diciamo che stiamo facendo scaldare
le gomme e soprattutto diciamo che il traffico dei paesotti che
attraversiamo non ci consente certo andature differenti.
Poi a Cicagna svoltiamo a
sinistra e iniziamo a salire e Alecafè insieme ad Enrico che
sono in testa al gruppo partono e non li rivedrò se non in
cima al passo per la sosta d’ordinanza.
Il ritmo è fiacco
e non mi sto divertendo e quindi decido di passare lo zio Piero e
incominciare ad aprire la manetta con un pelo di decisione in più,
pelo che diventa presto un tronco d’albero e mi ritrovo a piegare
sempre di più (per me ovviamente) sento di essere veramente in
sintonia quasi quasi non sono io a guidare ma è il Cali,
Pizzicottina si lancia dentro le curve con insana follia e io sono
contento.
Salendo mi rendo conto di
non essere più solo un’altra moto mi pare un CBR mi sta
dietro, e per qualche curva mi illudo anche che noi si riesca a
tenerlo dietro ma appena arriva un piccolo rettilineo accosto e cedo
il passo e capisco che in effetti mi stava solo facendo giocare …
un paio di curve dopo non lo vedo più …
Faccio un tornante e una
macchia rossa si fa notare subito sotto è il 1100 di Piero che
la curva dopo mi passa con una tranquillità disarmante …
minkia come va lo zio Piero.
Alla fine divento ultimo
o quasi.
Arrivo in cima subito
dopo Warsaw ma prima del Ducati e di SBK mi pare, ma poco importa
l’importante è che lo rifarei seduta stante; ragazzi se non
avete mai fatto questa strada fatela ne vale la pena.
In cima ci fermiamo e
facciamo una pausa pranzo salutando i ragazzi che ci hanno raggiunto
(SBK, Roberto con il CBR e il tipo con il Ducati e anche Chiaucese).
Due chiacchere e poi via
subito per Santo Stefano d’Aveto.
La strada è
splendida, l’asfalto sino ad ora perfetto diventa un po’ meno bello
ma il panorama e la quantità di curve e controcurve mi fanno
dimenticare il resto, è Natale, il mio compleanno e il giorno
del raduno tutto insieme.
Panorami mozzafiato mi
ricordano quanto amo la mia terra, ma un sorpasso mi riporta con i
piedi per terra e mi rimetto ad aprire a dovere la manetta del gas
(mi riprometto di portarci Nadia in gita tranquilla per goderci
assieme lo splendido paesaggio).
Piccola pausa benza per
chi non l’aveva fatta prima e poi via di nuovo a salire verso Santo
Stefano con curvoni veloci e con Alecafè ed Enrico che la
davanti fanno l’andatura ad un ritmo eccessivo con la sola eccezione
di Alecafè che sembra Prost, da l’impressione di stare
passeggiando sul lungo mare di Lerici in realtà sta camminando
come una fucilata (quando uno in moto ci va sul serio
).
Continuo a salire con
curve sempre più belle, e il panorama mi ricorda il Trentino
quasi, lungo la strada compaiono i pali neri e gialli che si usano
sulle strade che si innevano d’inverno, e ancora curve e salite e
Warsaw davanti a me che non mi scappa ma che non riesco a passare e
pif e paf e destra e sinistra e poi via ancora sino a che non
arriviamo in cima dove ad una enorme rotonda giriamo il culo e
torniamo indietro per andare a mangiare un boccone rifacciamo la
strada già percorsa ma l’andatura ora è da gita
domenicale e mi guardo intorno compiaciuto come se avessi scalato
l’everest.
Arriviamo al posteggio
del ristorante e ci contiamo scoprendo che manca qualcuno
all’appello, Chiaucese e Claudio non ci sono, un attimo dopo suona il
telefono di Piero, è Claudio che ci dice che Chiaucese è
scivolato, niente di grave ma è caduto.
Un ginocchio con una
brutta ferita e qualche ammaccatura al V11 sono i segni che la curva
non è stata fatta come previsto.
Per oggi basta si
prosegue domani
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