no davvero … a voi non capita mai?

 

non mi riferisco al vostro posto fisico, ma quanto a quello che fate tutti i giorni alla vostra vita.

 

io sarà la situazione di emme che sto vivendo in ambito lavorativo ma comincio a chiedermelo davvero troppo spesso, e l’avere una possibile soluzione a portata di mano è una tentazione mica da ridere.

aggiungici che anche gli amici si mettono a darmi dritte su come scappare più velocemente e anche con più soldini in tasca e non parlo di “quell’affare che guarda che sono soldi sicuri” come si vede spesso nei film meno fantasiosi, ma di mestieri abbastanza alla mia portata e che seppur con una grande lontananza dalla famiglia mi porterebbero ad avere una tranquillità economica sicuramente migliore di quella attuale, si che non è necessario chissà quale sforzo per star meglio di così …

poi mettici che i nuovi capi che si approssimano all’orizzonte sono tutto tranne che persone affidabili e serie a quanto ho visto sino ad ora e avrete il quadro quasi completo.

Oggi su Anima Guzzista un utente ha postato una poesia di Martha Medeiros

Lentamente muore 
chi diventa schiavo dell’abitudine, 
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, 
chi non cambia la marcia, 
chi non rischia e cambia colore dei vestiti, 
chi non parla a chi non conosce. 

Muore lentamente chi evita una passione, 
chi preferisce il nero su bianco 
e i puntini sulle “i” 
piuttosto che un insieme di emozioni, 
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, 
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, 
quelle che fanno battere il cuore 
davanti all’errore e ai sentimenti. 

Lentamente muore 
chi non capovolge il tavolo, 
chi è infelice sul lavoro, 
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno, 
chi non si permette almeno una volta nella vita, di fuggire ai consigli sensati. 

Lentamente muore chi non viaggia, 
chi non legge, 
chi non ascolta musica, 
chi non trova grazia in se stesso. 

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, 
chi non si lascia aiutare 
chi passa i giorni a lamentarsi 
della propria sfortuna o della pioggia incessante. 

Lentamente muore 
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, 
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, 
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce. 

Evitiamo la morte a piccole dosi, 
ricordando sempre che essere vivo 
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. 

Soltanto l’ardente pazienza 
porterà al raggiungimento 

di una splendida felicità

 

Bella eh… a me piace molto … sarà perchè mi rendo conto di quanto sia vero quel che descrive, perchè sto vivendo quella morte sulle mie ossa giorno per giorno, mese dopo mese; mi sto rendendo conto che mio figlio sta crescendo con un padre che non è vicino e presente come dovrebbe, non tanto perchè non sono a casa, ma perchè la sera quando arrivo a casa sono talmente incavolato e inebetito dalla giornata “lavorativa” che non riesco a essere sereno come dovrei.

Mi rendo conto che dopo essermi perso praticamente i primi due mesi di vita di mio figlio a causa di un farabutto che ha mandato a gambe all’aria la ditta per cui lavoravo ora sono punto e a capo con un altro poco di buono…

che mondo di merda che si ritroverà mio figlio…

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